VAIS ha tra le proprie priorità statutarie la promozione e l’impegno in iniziative di utilità sociale e in modo particolare la cooperazione allo sviluppo, la mutua comprensione tra i popoli e la promozione dell’interscambio culturale ed economico.

In quest’ottica, oltre alle molteplici attività di informazione su temi particolarmente sensibili quale ad esempio quello sanitario, VAIS promuove azioni dirette su tre filoni di intervento.

Il primo filone riguarda l’organizzazione in Italia di eventi culturali per la raccolta di fondi finalizzati a realizzazioni umanitarie. In quest’ambito sono stati raccolti fondi a favore dei terremotati del Gujarat, di un villaggio di pescatori nei pressi di Pondicherry (TN) colpiti dallo tsunami e di un presidio ginecologico a Kampil (Uttar Pradesh).

Il secondo filone, attivato in collaborazione con AVIS Venezia e AVIS Veneto, riguarda l’organizzazione in Italia di attività di informazione per sensibilizzare la popolazione all’incontro con cittadini indiani e asiatici residenti in Italia. In tale ambito è stato inoltre inoltre approfondito il delicatissimo tema della donazione e della trasfusione del sangue per farne conoscere la valenza culturale nelle diverse tradizioni e, di conseguenza, aiutare gli operatori occidentali nella comprensione di particolari e differenti sensibilità per trattare con cittadini di paesi orientali residenti in Italia.

Per allargare tale intervento, VAIS è disponibile a organizzare corsi presso enti o istituzioni (ASSL, Istituti ospedalieri, Istituti scolastici, ecc.) per la formazione e la sensibilizzazione di operatori, dipendenti o convenzionati, all’incontro con cittadini indiani e asiatici residenti in Italia.

Il terzo filone prevede lo sviluppo, all’estero e particolarmente in India, di specifici progetti di cooperazione allo sviluppo . Tali progetti sono:

Orissa Mission

Con il Dipartimento di Studi sull’Asia Orientale dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e grazie al finanziamento dell’Ufficio Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri e dalla Direzione Regionale Organismi Internazionali della Giunta Regionale del Veneto, nell’ambito del progetto di ricerca etnologica “Orissa Mission” (per ulteriori informazioni sul progetto complessivo vedere nel sito attività – missioni – orissa mission) si sta realizzando un intervento di cooperazione presso il villaggio di Pedam in Orissa.

Prima dell’intervento di ORISSA MISSION nell’anno 2001, inizio della fase attuativa del Progetto, il villaggio di Pedam non era dotato di alcuna attrezzatura per il pompaggio dell’acqua dal sottosuolo. La KKDA aveva da tempo individuato a Pedam i siti adatti all’installazione di pompe di profondità (tubewells) atti a garantire lo sviluppo agricolo del villaggio e la fornitura di acqua potabile ai suoi abitanti; tuttavia, la cronica mancanza di fondi di cui soffre quest’organizzazione parastatale, il cui status legale, benché essa sia sottoposta a controllo amministrativo costante da parte del governo dell’Orissa, è assimilato per legge a quello di un’organizzazione di volontari, aveva finora impedito la realizzazione di tale progetto. Il team di ORISSA MISSION ha deciso di impiegare inizialmente le proprie competenze e risorse finanziarie, assieme ai fondi messi a disposizione dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Regione Veneto, nella risoluzione di questo problema, primo passo in direzione di una riqualificazione socio-economica generale del villaggio. Le risorse idriche acquisite mediante l’installazione di una prima tubewell saranno impiegate, oltre che per la fornitura di acqua potabile agli abitanti del villaggio, anche per le opere d’irrigazione necessarie allo sviluppo dell’orticoltura e della frutticoltura locali.

Kampilya Project

Con il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto ricerca protezione idrogeologica – si sta sviluppando, nell’ambito del Kampilya Project , un progetto di recupero territoriale e agronomico dell’intero comprensorio di Kampil, Farrukhabad D.ct – Uttar Pradesh (per ulteriori informazioni sul progetto complessivo vedere nel sito attività – missioni – kampilya project).

Il progetto, denominato KPGAR (Kampilya Project Geo-Archaeological Research), prevede l’utilizzo e la valorizzazione, attraverso nuove metodologie applicative, di tecnologie avanzate già disponibili sul territorio indiano.

Kampilya Project – Progetto sanitario

(inserire foto)

Il progetto sanitario Kampilya, nato grazie alla collaborazione dell’Associazione Medici del Mondo all’interno della ricerca multidisciplinare “Kampilya Project” (per ulteriori informazioni sul progetto complessivo vedere nel sito attività – missioni – Kampilya project), consta nel recupero di infrastrutture sanitarie già esistenti nell’area di Kampil (Farrukhabad District – Uttar Pradesh) e nel loro progressivo adeguamento agli standard internazionali secondo le direttive dell’OMS.

L’India è caratterizzata da un ampio ventaglio di situazioni economiche, religiose e sociali.  Nell’Uttar Pradesh (dati UNICEF 1998) il ratio nascite /donna è di 5.2 e la mortalità delle partorienti è del 6 per mille.

A livello mondiale si è rilevato che l’attesa di vita presenta, in genere, un vantaggio biologico a favore della donna rispetto quella della popolazione maschile. L’India è invece uno dei pochi Paesi dove tale differenza è risultata annullata dalle condizioni locali.

La motivazione di questa anomalia statistica sta innanzitutto nell’handicap sociale femminile: mentre la nascita di un figlio maschio promette ai genitori aiuto alla famiglia e assistenza nella vecchiaia, la nascita di una femmina rappresenta in prospettiva un onere per la dote matrimoniale che le dovrà essere messa a disposizione.

La malnutrizione è conseguenza dello status sociale della donna: più del 50% delle donne e dei bambini soffre di malnutrizione.

Alle donne è inoltre garantito un minor accesso alle cure.

L’evidenza di questi dati e l’esito del sopralluogo effettuato dall’equipe MdM, che ha messo in luce la carenza di un supporto medico dedicato nell’area di Kampil, hanno convinto dell’utilità di dedicare le prime risorse del progetto a una struttura consultoriale dedicata ai problemi delle donne.
Tutte le operazioni verranno concordate con una NGO (organizzazione non governativa) locale accreditata per gli scambi con altre nazioni. E’ questo un elemento fondamentale per superare le barriere burocratiche, per mantenere un indispensabile filo diretto con gli operatori locali e per garantire un controllo sull’operatività dell’intervento anche in quei periodi nei quali non è prevista la presenza di personale di MdM.

L’intervento è stato suddiviso in tre fasi principali da attuarsi con un impegno crescente dei promotori anno dopo anno, anche in funzione dei risultati e dei fondi ottenuti, e con una costante azione di coordinamento con il personale medico locale.

Prima fase:

le basi per il progetto

Obbiettivo iniziare una collaborazione e uno scambio di informazioni tra gli operatori locali e i volontari MdM;

familiarizzare con la popolazione locale e presentare le finalità del progetto;

offrire visite a domicilio (se richieste) nei villaggi;

predisporre le basi operative per la realizzazione dell’ambulatorio ginecologico presso il dispensario di Kampil.

Periodo interventi non continuativi nel primo anno di attività.

Durata due periodi di 1-2 mesi ciascuno.

Luogo dell’intervento villaggio di Kampil e area rurale del circondario di Kampil.

Attività organizzare sopralluoghi nei villaggi rurali circostanti per presentare il personale medico, per fornire informazione su norme igieniche e, se richiesto, di contraccezione;

ottenere permessi e autorizzazioni per i lavori e per l’attivazione dell’ambulatorio;

preparare il progetto dei lavori per la ristrutturazione del locale dell’ambulatorio ginecologico e delle stanze per ospitare il personale medico.

Risorse umane personale indiano:            1 medico (donna);

volontari MdM:                  1ginecologa, 1 mediatore/trice culturale; 1 tecnico.

Risorse tecniche base logistica per personale indiano e volontari MdM;

autovettura per spostamenti.

Difficoltà superare la diffidenza iniziale della popolazione rurale nel relazionarsi con operatori stranieri;

guadagnare al fiducia e la disponibilità della popolazione femminile nel farsi avvicinare ed eventualmente visitare;

condividere metodi e finalità con il personale medico locale;

superare le difficoltà burocratiche per avviare progetto e lavori.

Seconda fase:

realizzazione ambulatorio presso dispensario di Kampil

Obbiettivo realizzare un ambulatorio ginecologico presso il dispensario di Kampil;

proseguire l’opera di sensibilizzazione delle donne in collaborazione con la ONG indiana nei villaggi;

creare una struttura ricettiva permanente per gli operatori medici locali e volontari.

Periodo prima metà secondo anno di attività

Durata quattro-sei mesi.

Luogo dell’intervento dispensario di Kampil e area rurale del circondario di Kampil.

Attività riattare un locale rendendolo idoneo a uso ambulatorio ginecologico (sistemazione del locale; imbiancatura e applicazione di pavimenti lavabili; completo rifacimento impianto elettrico e idraulico; installazione lavabo; sistemazioni porte e infissi, acquisto materiali e arredi);

continuare i sopralluoghi nei villaggi rurali circostanti per fornire informazione su norme igieniche e, se richiesto, di contraccezione e per informare sui servizi che saranno disponibili nell’ambulatorio;

riattare e attrezzare due locali per ospitare il personale medico locale e i volontari MdM. I locali dovranno essere muniti di servizi.

Risorse umane personale locale:          1 medico (donna);

volontari MdM:            1ginecologa, 1 mediatore/trice culturale, 1 tecnico.

Risorse tecniche lettino ginecologico, lampada, colposcopio, microscopio, sterilizzatrice, materiali d’uso, arredi per l’ambulatorio;

materiali edili e tecnici per la risistemazione dell’ambulatorio e dell’impiantistica;

materiali edili e tecnici per la risistemazione delle camere e dei servizi igienici;

base logistica per personale indiano e volontari MdM;

autovettura per spostamenti.

Difficoltà organizzare e seguire i lavori di sistemazione;

organizzare un ambulatorio con standard igienico sanitari accettabili all’interno di una struttura non attrezzata in questo senso.

Terza fase:

attivazione del consultorio femminile di Kampil (Women Health Unit)

Obbiettivo attivare un ambulatorio ginecologico per offrire alla popolazione femminile la possibilità di curare le malattie, prevalentemente infettive, da cui sono colpite (pelvic inflammatory Syndrome, micosi, infezioni batteriche);

proseguire l’opera di sensibilizzazione delle donne in collaborazione con la ONG indiana nei villaggi;

analizzare la situazione sanitaria e le patologie presenti nel comprensorio per programmare un’eventuale estensione del progetto;

consentire che la struttura sia messa in grado di proseguire autonomamente la propria attività.

Periodo dal II semestre del secondo anno.

Durata nove mesi l’anno nei primi anni di attività, poi da rivedere in relazione alle esigenze.

Luogo dell’intervento dispensario di Kampil e area rurale del circondario di Kampil.

Attività attivare l’ambulatorio dedicato alla cura delle malattie della donna: le prestazioni offerte sono di visita medica, esecuzione di semplici esami quali Pap test, striscio a fresco, esame urine su Multistick;

continuare (una volta la settimana) i sopralluoghi nei villaggi rurali circostanti per fornire informazione su norme igieniche e, se richiesto, di contraccezione e per informare sui servizi che sono disponibili nell’ambulatorio;

effettuare una raccolta organizzata di dati sulle condizioni sanitarie della popolazione, sulle patologie più ricorrenti, sui metodi di cura abituali, sulla disponibilità dei farmaci, sull’approvvigionamento idrico, sulle condizioni igieniche locali.

Risorse umane personale locale:     1 medico (donna) + 1 assistente (donna);

volontari MdM:        1ginecologa, 1 ostetrica, 1 mediatore/trice culturale

Materiali occorrenti medicinali e materiali sanitari di consumo;

supporto logistico per personale indiano e volontari MdM;

autovettura per spostamenti.

Difficoltà controllare l’attività del consultorio stesso con personale espatriato che abbia almeno conoscenze di base dell’hindi e della situazione sanitaria,sociale e culturale della zona.

Il governo e il controllo del progetto

NGO “Trust Health Care + Rural Development” e VAIS coopereranno sul territorio per coordinare i rapporti con gli Enti sanitari e le Autorità indiane.

I dati delle prestazioni mediche prestate da MdM nel corso del progetto presso l’ambulatorio di Kampil e nei villaggi del Kampil Pargana verranno raccolti e organizzati in reports statistici.

Al termine del primo anno di attività della terza fase verrà completato uno studio sulle condizioni sanitarie della popolazione, sulle patologie più ricorrenti, sui metodi di cura abituali, sulla disponibilità dei farmaci, sull’approvvigionamento idrico, sulle condizioni igieniche locali. Lo studio sarà pubblicato nell’ambito degli atti del Kampilya Project e servirà come base di riferimento per verificare possibili ampliamenti e sviluppi del progetto.

Per quanto riguarda il monitoraggio sul corretto avanzamento del progetto, al completamento di ciascuna delle prime due fasi e – nella terza fase – al termine di ogni anno di attività, verrà compiuta dai responsabili del progetto unitamente allo staff Medici del Mondo, a VAIS e alla NGO “Trust Health Care + Rural Development” una valutazione dei risultati ottenuti basandosi sulla raccolta dei dati clinici.

Alle stesse scadenze verrà effettuata anche una verifica contabile sullo stato del progetto (fondi raccolti e spese sostenute).

Dell’analisi dei risultati conseguiti verranno informati tutti gli enti interessati e i sostenitori del progetto. Sulla base di questo monitoraggio potranno essere decise eventuali azioni correttive o di supporto per rendere il progetto il più possibile aderente alle esigenze della popolazione.

Le prospettive

Dopo l’attivazione del consultorio femminile di Kampil (Women Health Unit), riassunta sinteticamente nelle precedenti tre fasi, l’intervento sanitario potrà ulteriormente ampliarsi sulla base delle esigenze riscontrate sul campo attraverso l’analisi dei dati raccolti.

Potranno essere così studiati ulteriori progetti mirati da allargarsi anche alla collaborazione di altre associazioni ed organizzazioni interessate a fornire il proprio supporto operativo.

Molti potrebbero essere i campi di futuro intervento: dalla creazione nella stessa struttura di un secondo ambulatorio dedicato all’infanzia, all’affiancamento di personale volontario per interventi di chirurgia oftalmica già prestata nel presidio; dalla sistemazione complessiva di tutto il presidio medico di Kampil, alla sistemazione del piccolo reparto maternità nell’ospedale di riferimento di zona a Kaimganj.

I futuri progetti potranno però discendere solo dalla dimostrata capacità di attivare e gestire la prima iniziativa della Women Health Unit. Alla riuscita di questo primo intervento andranno dunque dedicati tutti gli sforzi di MdM e dei volontari che collaborano al Kampilya Project.

Le fonti di finanziamento

Il progetto si basa su tre principali filoni di contributo e supporto:

  • la raccolta diretta di fondi;
  • la cooperazione e sponsorizzazione da parte di enti, istituzioni e società;
  • l’utilizzo dei fondi sociali propri di MdM.

La raccolta diretta fondi si attua attraverso diverse iniziative che, oltre il recupero di denaro, hanno la precisa finalità di informare e sensibilizzare il pubblico sul progetto. Tali iniziative sono state avviate a partire dall’estate 2002.

La cooperazione e sponsorizzazione si attua grazie alla generosa partecipazione di Enti pubblici e Società private sensibili all’importante missione umanitaria che anima il progetto sanitario del Kampilya Project.

Qualora le risorse raccolte attraverso i due precedenti filoni non fossero sufficienti, MdM Italia è coinvolta in prima persona per garantire l’attivazione del progetto con i propri fondi sociali.