Coordinatore: dr. Fabian Sanders

Il gruppo di ricerca sul Buddhismo tibetano si occupa attualmente di due filoni di attività.

Un filone, più propriamente di ricerca, riguarda lo studio della tradizione buddhista tibetana nell’area di Tawang (West Kameng D.ct, Arunachal Pradesh, India) che ha dato i natali al VI Dalai Lama. Lo studio si è avviato con il survey effettuato in Arunachal Pradesh nell’ottobre – novembre 2001. Il West Kameng ha potuto conservare intatta la più pura tradizione buddhista in quanto posto nella parte più montuosa dell’Arunchal Pradesh indiano, a ridosso del confine tibetano e bhutanese, e dichiarato forbidden area non appena l’India divenne indipendente nel 1947. Il monastero più importante, risalente al XVI secolo è un complesso – costituito da un importante gompa, una fornita biblioteca, vari edifici monastici e un villaggio monacale – completamente cintato e in ottimo stato di conservazione. Il gompa ospita anche un piccolo, ma ricchissimo museo che, oltre alle numerose e preziose opere d’arte di carattere rituale, conserva anche oggetti appartenuti al VI Dalai Lama. La ricerca si propone un approfondimento sui testi e sulla tradizione locale, l’analisi dei santuari cultuali e votivi della regione e la catalogazione delle opere d’arte conservate nel museo del Monastero di Tawang.

Un secondo filone riguarda attività di supporto al coordinamento della mostra “L’arte rituale tibetana” che verrà organizzata dalla Direzione dei Musei Civici di Verona e da VAIS con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Veneto. La mostra, prevista per giugno 2004 a Verona, è stata approvata da S.S. il XIV Dalai Lama che ha dato la disponibilità a prestare per l’occasione alcune tra le opere più significative conservate presso la Tibetan Library di Dharamsala e la Tibet House di New Delhi. L’ipotesi di questa importante esposizione di opere d’arte della tradizione buddhista tibetana nasce dalla volontà di far apprezzare per la prima volta “a tutto tondo” una delle forme artistiche che sta oggi riscontrando un vastissimo riconoscimento sia negli ambienti specialistici, sia presso il grande pubblico. La necessità, infatti, di collegare gli oggetti alla loro effettiva funzione rituale, piuttosto che decontestualizzarli e relegarli a una semplice fruizione estetica e storica, appare – oltre che più rigoroso dal punto di vista metodologico – l’unico modo per far cogliere l’effettiva portata culturale e religiosa di una tradizione della quale, altrimenti, non può che sfuggire il significato più vero e profondo.

I Soci che fossero interessati a partecipare ai lavori del gruppo di ricerca, possono contattare il coordinatore, dr. Sanders, all’indirizzo e-mail: orientalbooks@tiscalinet.it