DOTTRINA E METODO DELL’ADVAITA VEDÂNTAadvaita vedanta

a cura di Gian Giuseppe Filippi

Quaderni di Indoasiatica

VAIS – NOVALOGOS Edizioni 2015

ppgg. 216

lingua italiana

 

 

INDICE

DOTTRINA E METODO DELL’ADVAITA VEDÂNTA

Prefazione di Šri Šri Prakašânandendra Sarasvatî Svâmîji.

Introduzione del curatore.

CHIARIMENTI ŠAMKARIANI SU ALCUNI CONCETTI VEDÂNTICI.

INTRODUZIONE DELL’AUTORE

  1. L’ÂTMAN
  2. VIDYÂ E AVIDYÂ
  3. MANIFESTAZIONE, MÂYÂ E CAUSAZIONE
  4. ΊVARA
  5. LIMITAZIONE ELIBERAZIONE
  6. LA VALIDITÀ DELLO ŠÂSTRA
  7. IL PUNTO DI VISTA EMPIRICO E IL PUNTO DI VISTA METAFISICO
  8. DOTTRINA E METODO
  9. SAMNIÂSA E YOGA
  10. CONCLUSIONE.

LA VISIONE DELL’ÂTMAN

INTRODUZIONE DELL’AUTORE

  1. L’EPISODIO PRELIMINARE
  2. L’ÂTMA DEVE ESSERE VISTO
  3. RIFLESSIONE E RAGIONE
  4. NIDIDHYÂSANA COME PRATICA CONTINUA DI ŠRAVANA E MANANA
  5. NUOVA SPIEGAZIONE DI MANANA
  6. NIDIDHYÂSANA, UPÂSANÂ E YOGA
  7. ŠRAVANA E GLI ALTRI [DUE] MEZZI SONO DELLE INGIUNZIONI?
  8. LA RELATIVA IMPORTANZA DEI TRE MEZZI
  9. RICAPITOLAZIONE E CONCLUSIONE

Indice dei termini sanscriti

Indice delle abbreviazioni

TESTO ALETTA

L’Advaita Vedânta rappresenta la dottrina metafisica più elevata della tradizione hindû (Sanâtana Dharma), elaborata dall’Âdi Šamkarâcârya, e tramandata attraverso una ben nota catena ininterrotta di maestri che risiedono da più di un millennio nei quattro Matha di Shringeri, Dvarika, Joshimath e Puri. Âdi Šamkarâcârya fondò per prima la scuola di  Shringeri, che ancor oggi è una delle roccaforti della purezza di questa dottrina. È a questo Matha di Shringeri che si ricollega Šri Šri Satcitânandendra Sarasvatî Svamîji Mahâraja, il paramhamsa samnyâsin autore dei due brevi trattati pubblicati in questo libro. La sua fu un’opera di difesa dell’autentica dottrina di Šamkarâcârya contro tutte le distorsioni che si sono prodotte nel corso dei secoli, fino all’ultima, la più aberrante, rappresentata dal cosiddetto Neo-Vedânta. Brandendo la spada affilata della conoscenza, Svamîji Satcitânandendra tagliò i nodi dell’ignoranza che intricavano e rendevano confusa la dottrina Advaita, appoggiando il suo pensiero, con mirabile competenza, all’opera di Šamkara, alla riflessione su quei testi e all’intuizione che ne era derivata. Ma i libri di questo Autore non si limitano a questo: egli espone la dottrina non come una semplice speculazione filosofica, come s’usa fare in Occidente, ma come una indagine interiore che conduce all’ottenimento dell’esperienza dell’identità tra il Sé e il Principio Supremo, il Brahman. E la parte più rilevante dei testi qui pubblicati è rappresentata dalla spiegazione del metodo vedântico, spiegazione che per la prima volta è presentata al lettore occidentale. I testi sono preceduti da una prefazione firmata da Šri Šri Prakašânandendra Sarasvatî Svamîji, paramhamsa samnyâsin della medesima scuola, e da una introduzione e dalle glosse di Gian Giuseppe Filippi.