Dall’India al Nuovo Mondo

a cura di Monia Marchetto

Quaderni di Indoasiatica – Il Cerchio iniziative editoriali 2012

535 ppgg.

69 immagini b/n

Video della presentazione presso libreria Pagina 12, Verona

INDICE

Monia Marchetto  Prefazione.

Manuel Martin Hoefer  Introduzione.

Salvatore Giuseppe Sorisi  Il cosmo e i suoi molteplici volti.

Favio Castellani  Quando il cielo tocca la terra. Meteore, meteoriti e asteroidi.

Pietro Mander  Le stelle e gli dèi nella Babilonia.

Emanuele M. Ciampini  L’idea di cosmo nella tomba di Thutmosi III (KV 34).

Maurizio Paolillo  Le maschere di Kui. Il simbolismo polare e assiale nella Cina antica.

Ester Bianchi  Le costellazioni dell’Orsa e il ruolo nella letteratura e nel rituale taoista.

Cecilia Dal Zovo, Bruno Marcolongo  Riflessi del cielo sulla terra. Percorsi celesti attraverso miti terrestri.

Fabian Sanders  Râhu, il divoratore di luce.

Maurizio Verardo  Alcune considerazione sulla Via Lattea nella tradizione indiana.

Gian Giuseppe Filippi  Le porte solstiziali ed equinoziali nelle antiche tradizioni dell’India e del mondo classico.

Chiara Stival  L’origine del cosmo e la danza del tempo.

Gianni Pellegrini  Šiva, l’icona del tempo.

Jean Louis Gabin  Qualques notes sur Svami Karpatri

Monia Marchetto  Agastya. Canopus Ponderorus nella tradizione indiana.

Guido Zanderigo  Le porte del cosmo in India. Tempo, spazio e sacrificio.

Stefano Beggiora  Miti stellari dell’Orissa: dagli aborigeni a Jagannâtha.

Andrea Jannaccone  Omnis de universo quaestio in coelestia, sublimia, et terrae dividitur.

Angelo Scarabel  Gli astri ed i segni nei cieli. Intorno ad alcuni trattati di Ibn’arabî.

Thomas Dähnhardt  Luci celesti e riflessi terrestri. L’uomo e l’universo nel sufismo indiano.

Luca Bragaja  “Sì come rota più presso allo stelo”, PG. VIII 87. Le stelle nella commedia dantesca.

Enrico Comba  Il bisonte e i gemelli: Miti e costellazioni tra gli indiani delle grandi pianure.

Autori

TESTO ALETTA

Tra le diverse convinzioni errate che la cultura di massa diffonde, si ripetono le affermazioni per cui gli antichi avrebbero creduto che la terra fosse piatta e che si trovasse al centro dell’universo mondo.

Questa convinzione erronea si sarebbe perpetuata a partire dalla notte dei tempi fino al Rinascimento. In realtà le grandi civiltà del passato, sia quelle scomparse sia quelle ancora viventi, da sempre hanno appoggiato la loro speculazione su una osservazione rigorosa dei fenomeni celesti, trovando in essi anche una crittografia dei misteri del cosmo e del metacosmo. Se da una parte le speculazioni sugli astri hanno sviluppato scienze quali l’astronomia e l’astrologia, la matematica, la cosmologia, la fisica, l’alchimia, la cronografia, dall’altra l’osservazione delle forme, dei rapporti numerici, dei movimenti e dei prodigi (comete, eclissi, meteoriti), hanno messo in moto numerose arti quali l’architettura, la musica, la dottrina ciclica del tempo, la mitologia e l’applicazione umana di quest’ultima, l’epica. Tutte queste arti e scienze, poi, sono state utilizzate come linguaggio simbolico per esprimere misteri ineffabili di natura metafisica.