pralaya

Pralaya La Fine dei tempi nelle tradizioni d’Oriente e d’Occidente.

a cura di Stefano Beggiora.

Quaderni di Indoasiatica.

VAIS Novalogos 2014.

ppgg. 502

Lingua italiana

 

 

 

INDICE.

Stefano Beggiora: Prefazione

Gian Giuseppe Filippi: La dottrina metafisica hindû sulla fine e i suoi fraintendimenti.

Monia Marchetto: Congiunzioni cosmiche di fine ciclo nei testi di tradizione hindû.

Guido Zanderigo: Dal Kalkin all’estinzione dei mondi: dei molti inizi e delle molti fini.

Giovanni Torcinovich: La dissoluzione dell’universo e la liberazione: Brahmândamahâpurâna, III, 1-113.

Stefano Beggiora: Apocalypse now: il cuore di tenebra dell’India tribale.

Ester Bianchi: La fine dei tempi nel Buddhismo cinese medievale: declino del dharma, avvento di Maitreya e salvezza degli eletti in Faxian e in altre fonti coeve.

Angelo Scarabel: Intorno ad alcuni versetti coranici sulla fine dei tempi.

Thomas Dähnhardt: Morte, caos, distruzione: i segni dell’Ora nelle principali fonti della Tradizione islamica.

Pietro Mander: Sulla questione dei cicli cosmici nella documentazione cuneiforme.

Emanuele M. Ciampini: Fine dei tempi o nuovo inizio? La percezione egizia dei limiti del creato.

Salvatore Giuseppe Sorisi: La fine del mondo o la fine di un mondo? Escatologie a confronto: le religioni occidentali e le dottrine orientali dei cicli cosmici.

Patrizia Tedesco Busetto: Prometeo: un mito di passaggio d’età.

Boghos Levon Zekiyan: La tensione nell’evoluzione della società umana e il compimento dell’Eschaton nella visione storica di Movsês Chorenatsi.

Gian Luca Tenuti: “Tempi che non tornan più”: apocalittica e spiritualità nel messianismo russo.

Piero Capelli : Idee ebraiche della fine nella tarda antichità.

Marco Giardini: Fondamenti dottrinali della profezia dell’ultimo imperatore.

Luca Bragaja: Dante apocalittico? Le figure del Tempo nella Commedia.

Lorenzo Gobbi: Il Millenarismo.

Ulrike Kindl: La fine del tempo e nessuna promessa: il funesto mito germanico.

Enrico Comba: La fine di un mondo: politica e cosmologia nella Ghost Dance degli Indiani delle Pianure.

Autori.

TESTO ALETTA.

Le grandi civiltà, sia quelle scomparse sia quelle ancora viventi, da tempo immemorabile hanno tramandato, con tradizioni scritte od orali, numerose e complesse ipotesi sulla conclusione dell’attuale società umana. In queste credenze e teorie, la stessa concezione del tempo comporta la necessità di una conclusione del ciclo umano, dato che questo stesso aveva avuto un inizio registrato nelle memorie mitiche della cosmogonia. Concepita come fine dei tempi o di un mondo, come un diluvio di fiamme o di piogge, come una guerra finale con la ricomparsa degli eroi del passato o sotto altre forma, questa conclusione è descritta alla stregua d’un drammatico avvenimento. Una lunga, inquietante sequela di segni dei tempi anticipano la catastrofe finale che solamente gli spiriti più eletti, profeti, santi, veggenti, sanno correttamente interpretare. Al contrario i “malvagi” sono portati ad apprezzare tutte le ingiustizie, le violenze e le anomalie. considerandole come ineluttabile miglioramento delle condizioni della vita umana, facendosi così complici dell’ignoranza, dell’iniquità e della matta bestialità che scateneranno la fine. Gli studiosi che si sono dedicati alla ricerca in questo ambito, con fonti nelle lingue più diverse. distinte metodologie scientifiche e prospettive critiche differenti, hanno fornito un panorama a tutto tondo della posizione delle civiltà nei confronti del futuro dell’umanità. Questo tema, dovuto al clima d’insicurezza e inquietudine che pervade il mondo intero, foriero di temuti accadimenti infausti o di speranze messianiche, minacciato da irrazionali allarmismi che la tecnologia attuale diffonde, è di grandissima attualità.