Riprese effettuate nel territorio Saora – Rayagada D.ct (Orissa-INDIA) 1999, da Stefano Beggiora; montaggio e fonica presso gli studi del CNR/IRPI – Padova, 2001 di Stefano Beggiora.

durata: 20 min. ca.; formati Hi8 e VHS (stereo). Audio originale per conferenze.

(in preparazione versione masterizzata DV con commento in lingua italiana)

Visione disponibile su richiesta presso segreteria VAIS o presso

dr. S. Beggiora: kuramboi@tiscalinet.it

Il termine Guar – da gu-, piantare e ar– contrazione di arangan, pietra – in lingua saora è un fastoso rituale funebre conosciuto in antropologia come secondo funerale. Celebrato alcuni giorni dopo la cremazione del cadavere sulla pira, viene eretto un megalite memoriale per il defunto, ed in suo onore viene sacrificato un bufalo. La carne ed il sangue dell’animale ucciso saranno i principali ingredienti per la preparazione del viatico per lo spirito che si appresta ad affrontare il lungo e difficile cammino verso il mondo dei morti.

Il complesso rituale viene eseguito sotto il controllo di una giovane sciamana, guida spirituale della propria tribù, che attraverso elaborate invocazioni rituali sarà in grado di autoindursi in uno stato di trance. In stato estatico, il suo spirito è in grado di vagare nell’universo ctonio mentre il suo corpo verrà posseduto dallo spirito stesso del defunto, allo scopo di ricevere le offerte a lui destinate.

Estasi, danza, possessione e culti megalitici all’interno della concezione tanatologica della comunità dei Lanjia Saora, sono gli elementi centrali di questo documento unico per la sua rarità, che testimonia la conservazione, all’interno di remoti gruppi tribali nell’Orissa odierna, di antiche tradizioni e di una concezione magico religiosa dell’universo di tipo sciamanico.